Trasformare un luogo di attesa in uno spazio capace di trasmettere serenità, sollievo ed emozione positiva: è questo l’obiettivo del progetto realizzato presso l’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova, dove la sala d’attesa del primo piano dell’ospedale Busonera è stata completamente rinnovata grazie all’installazione di grandi opere artistiche promosse dalla Fondazione Ometto.

L’iniziativa nasce dalla convinzione che la cura non passi soltanto attraverso la medicina, ma anche attraverso l’ambiente che circonda i pazienti durante il percorso terapeutico. L’attesa in ospedale rappresenta spesso uno dei momenti più delicati dal punto di vista emotivo: ansia, preoccupazione e paura accompagnano chi affronta visite, controlli o trattamenti oncologici.

Per questo motivo il progetto ha voluto introdurre arte, colore e natura all’interno di uno spazio sanitario, trasformandolo in un ambiente più accogliente e umano.

La bellezza come parte del percorso di cura

Le opere installate raffigurano scenari naturali popolati da animali esotici come fenicotteri e tucani, immersi in ambientazioni ricche di vegetazione e colori vivaci. L’impatto visivo è immediato: la natura irrompe simbolicamente nello spazio ospedaliero, catturando lo sguardo e alleggerendo il peso emotivo dell’attesa.

I pannelli artistici sono stati realizzati dall’illustratrice e arte-terapeuta Barbara Jacopetti, professionista impegnata da anni nello studio del rapporto tra arte e benessere psicologico. Le immagini sono state progettate proprio per favorire distrazione positiva, rilassamento e riduzione dello stress nei pazienti e nei familiari.

Non si tratta quindi di una semplice decorazione, ma di un intervento pensato secondo principi di umanizzazione degli ambienti sanitari, sempre più riconosciuti anche in ambito medico come elementi capaci di migliorare l’esperienza ospedaliera.

Un progetto costruito insieme ai pazienti

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda il coinvolgimento diretto delle persone che frequentano quotidianamente lo IOV. Prima della realizzazione delle opere è stato infatti proposto un sondaggio rivolto ai pazienti per individuare i soggetti più adatti a rendere lo spazio rassicurante.

La scelta è ricaduta sul tema “animali e natura”, percepito come il più capace di trasmettere calma, evasione e positività. Questo approccio partecipativo ha permesso di creare un ambiente realmente pensato per chi vive l’ospedale ogni giorno.

Il legame tra Fondazione Ometto e Istituto Oncologico Veneto

L’intervento artistico rappresenta un ulteriore tassello della collaborazione tra la Fondazione Ometto e lo IOV, nata dalla volontà di sostenere concretamente la ricerca e migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici.

La Fondazione è infatti impegnata da anni nel supporto agli studi sul glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più complessi, attraverso il finanziamento di progetti scientifici e percorsi di ricerca avanzata. Tra questi rientra anche il sostegno al progetto internazionale REGOMA, coordinato proprio presso l’Istituto Oncologico Veneto.

Accanto alla ricerca scientifica, l’attenzione si estende anche agli aspetti umani e psicologici della malattia, promuovendo iniziative capaci di rendere gli spazi di cura più dignitosi, accoglienti e vicini alle persone.

Quando arte e salute si incontrano

Sempre più studi dimostrano come ambienti ospedalieri progettati con attenzione estetica possano contribuire al benessere emotivo dei pazienti, riducendo stress e percezione negativa dell’esperienza sanitaria. L’arte diventa così uno strumento complementare alla medicina, capace di accompagnare il percorso terapeutico.

Il progetto realizzato allo IOV rappresenta un esempio concreto di questa visione: un intervento semplice ma profondamente significativo, in grado di cambiare la percezione di uno spazio spesso associato all’ansia trasformandolo in un luogo più umano.

Un impegno che guarda alla persona

Attraverso iniziative come questa, la Fondazione Ometto continua a promuovere un approccio alla salute che mette al centro la persona nella sua totalità. Non solo ricerca, prevenzione e cardioprotezione, ma anche attenzione alla qualità degli ambienti e al benessere psicologico di chi affronta momenti di fragilità.

Perché prendersi cura significa anche creare luoghi in cui sentirsi accolti.


Fonte:
PadovaOggi – Murales nella sala d’attesa dello IOV di Padova
https://www.padovaoggi.it/social/murales-sala-attesa-iov-padova-9-marzo-2023.html
(confermata da servizi giornalistici locali sull’iniziativa)

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